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Festa di S. Lucia tra tradizioni e leggende

Festa di S. Lucia tra tradizioni e leggende. Dopo l’Immacolata, altro appuntamento importante è il 13 di dicembre con la festa di Santa Lucia vergine e martire. In alcune città d’Italia, dove si festeggia, la Santa viene spesso invocata nelle malattie degli occhi, è considerata dai devoti, come la protettrice degli oculisti, degli elettricisti, degli scalpellini e della città di Siracusa. Tante sono le leggende e le tradizioni a lei legate… conosciamole!

Festa di S. Lucia tra tradizioni e leggende

Dai rimedi della nonna: Festa di S. Lucia tra tradizioni e leggende

Santa Lucia viene raffigurata nelle iconografie con una tazza in mano su cui sono posti gli occhi,  il principale attributo della Santa, ma non il solo. Altri emblemi possono essere una spada oppure una tazza da cui esce una fiamma, più spesso viene rappresentata anche con in mano un giglio quale simbolo di purezza, alcune volte però esso viene sostituito dalla palma simbolo del suo martirio. A Siracusa le stampe popolari riproducono la santa su un fercolo d’argento, con un mazzo di spighe in mano, la tazza con gli occhi e un pugnale conficcato in gola, ma sono tante le  leggende e le tradizione legata a questa Santa, ve ne racconto qualcuna!

Si racconta che:” Durante la notte del 13 dicembre i bambini più buoni attendono che la Santa scenda dal cielo con il suo asinello e lasci fuori la porta di casa un sacco pieno di doni e di dolcetti”. E’ una festa di origine tutta italiana, anzi per l’esattezza siracusana, girando in internet, ho letto la sua storia e mi è piaciuta, ve la riporto e nell’occasione faccio gli auguri a tutte le Lucie, compresa la mia bellissima zia.

Si racconta che Lucia fosse una bella fanciulla siciliana, figlia di un ricco nobile di Siracusa e tutti la conoscevano per la sua dolcezza ed amorevolezza. Nata proprio a Siracusa tra il 280 e il 290 d.C., a soli 5 anni perse il padre e con la madre Eutichia dedicò la propria vita interamente al culto di Gesù. Lucia cresce presto bella e ricca di grazia, e per questo motivo suscita l’amore di un giovane pagano, il quale, ignaro del suo voto di povertà e castità, intende chiederne la mano alla madre.

Inizialmente Lucia riesce ad allontanare le attenzioni del giovane innamorato, ma la madre ben presto si ammala gravemente ed è proprio durante un pellegrinaggio sulla tomba di S.Agata,sul quale pronunciò il voto di conservare la verginità, nell’intento di chiedere la guarigione per la madre, che Lucia ha la prima visione del suo destino: diventare la martire di Siracusa. Distribuì perciò i beni ai poveri e rinunciò al matrimonio.

Arrestata su denuncia del fidanzato, fu sottoposta a diverse torture: condotta in un lupanare, trascinata da una coppia di buoi, cosparsa di pece bollente, posta sulla brace ardente. Per sfuggire al carnefice si strappò gli occhi. Il 13 dicembre del 304 d.C. Lucia cade esanime al suolo, ma la leggenda dice che, la sua anima, liberatasi dalle catene terrene, volò felice in paradiso. Le sue ossa non si trovano a Siracusa in quanto, come pare, trafugate dai bizantini, Furono portate a Costantinopoli, da dove furono saccheggiate dai Veneziani.

Come spesso succede le tradizioni popolari diventano spesso tradizioni del mondo. Infatti la festa di Santa Lucia fu importata in Svezia intorno al 1920, dove, secondo l’antico racconto, il martirio di Santa Lucia avvenne proprio il 13 dicembre; giorno in cui originariamente, a causa dello sfasamento tra l’anno solare e il calendario giuliano, cadeva il solstizio d’inverno. Questo, insieme alla radice “lux” del nome Lucia, ha fatto sì che, soprattutto in Svezia, questa festa segnasse la fine del buio e l’arrivo della stagione migliore. Il 13 dicembre si festeggia quindi il giorno più corto dell’anno e l’avvento delle giornate con maggiore luce in prossimità del Natale.

Secondo la tradizione svedese, in ogni regione della Svezia, viene eletta una Santa Lucia che avrà l’incarico di accompagnare un corteo di bambine e bambini nelle vie della propria città. Vestita di bianco e con sul capo una corona di candele accese, ella sarà fonte di luce nel cammino di questi bambini. Inoltre il giorno della festa, la Santa Lucia di turno, in genere primogenita della propria famiglia, dovrà alzarsi molto presto al mattino e preparare biscotti, dolci, e pan pepato per tutti i suoi familiari.

Secondo l’usanza, in Brasile nel giorno 12 dicembre, i bambini mettono del fieno in un piatto e nascondono il piatto sotto il letto aspettando i doni di Santa Lucia. Il 13 dicembre inoltre, sempre in Brasile, una ragazza vestita in costume fa un giro per la città in carrozzella regalando dolci ai tutti i bambini.

Proverbi

Da Santa Lucia il freddo si mette in via;
Santa Lucia con il fango, Natale all’asciutto;
Da Santa Lucia a Natale il dì s’allunga quanto un passo di cane;
Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia;
Per Santa Lucia e per Natale, il contadino ammazza il maiale;
Per Santa Lucia il giorno corre via;
A Santa Lucia un chicco (“cuecciu”) di cuccia;
Santa Lucia vorrei del pane, ma pene non ho, digiuno mi sto.

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