In ricordo dei nostri morti 2 novembre

In ricordo dei nostri morti 2 novembre. Il 2 novembre è il momento di ricordare chi non c’è più, è una giornata ricca di significati religiosi, che si fondono con antichi riti e credenze popolari…

In ricordo dei nostri morti 2 novembre
In ricordo dei nostri morti 2 novembre-Dai rimedi della nonna

Dai rimedi della nonna: In ricordo dei nostri morti 2 novembre 

Il 2 novembre, il giorno dei morti è la festività che, la Chiesa cattolica dedica alla commemorazione dei defunti. È consuetudine in questo giorno visitare i cimiteri locali e portare in dono fiori sulle tombe dei propri cari, anche noi, celebreremo questo giorno, per ricordare chi non c’è più, anche se il ricordo vive in noi oltre la morte, con delle poesie e  frasi bellissime di autori famosi, ma prima un po’ di storia.

La festa dei morti un po’ di storia

La festa dei morti ha origini antiche, e unisce paesi lontani per epoche e distanze, anche la data non è casuale, perché civiltà antichissime già celebravano la festa degli antenati o dei defunti  in un periodo che cadeva proprio tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre. Questa data sembra riferirsi al periodo del grande Diluvio di cui parla la Genesi, il Diluvio per cui Noè costruì l’arca che, secondo il racconto di Mosè, cadde nel “diciassettesimo giorno del secondo mese”, che corrisponderebbe al nostro novembre. La Festa dei Morti nacque dunque in “onore” di persone che Dio aveva distrutto, per esorcizzare la paura di nuovi eventi simili. Da qui in poi la storia, che è ovviamente sospesa tra religione e leggenda, diventa più chiara. Il rito della commemorazione dei defunti sopravvive alle epoche e ai culti: dall’antica Roma, alle civiltà celtiche, fino al Messico e alla Cina, è un proliferare di riti, dove l’unico comune denominatore è consolare le anime dei defunti perché siano propizie per i vivi. La tradizione celtica fu quella che ebbe maggiore eco. La celebrazione più importante del calendario celtico era la “notte di Samhain”, la notte di tutti i morti e di tutte le anime, che si festeggiava tra il 31 ottobre e il 1° novembre. Già la cristianità primitiva era solita celebrare feste in onore dei Santi, come testimoniano gli scritti di Tertulliano e di Gregorio di Nizza (223–395 d. C.), ma solo le pagine scritte da Sant’ Ephraem (morto nel 373 d.C.) danno una sicura testimonianza della “festa celebrata in onore dei martiri della terra” il giorno 13 maggio.  La festa giunse a Roma nel 609 d. C., quando papa Bonifacio IV dedicò il Pantheon di Roma alla Vergine Maria ed a tutti i martiri. Nel tentativo di far perdere significato ai riti legati alla festa celtica di Samhain, nell’anno 835 Papa Gregorio Magno spostò la festa di Ognissanti dal 13 maggio al primo novembre. La stretta associazione con la commemorazione dei defunti, celebrata il giorno successivo, fu istituita solo nel 998 d. C.: l’abate Odilone di Cluny diede disposizioni per celebrare il rito dei defunti dopo il primo novembre.. In memoria dei cari scomparsi ci si mascherava da santi, da angeli e diavoli e si accendevano falò.

Ugo Foscolo

IN MORTE DEL FRATELLO GIOVANNI
Un dì, s’io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente, me vedrai seduto
su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de’ tuoi gentil anni caduto.
La Madre or sol suo dì tardo traendo
parla di me col tuo cenere muto,
ma io deluse a voi le palme tendo
e sol da lunge i miei tetti saluto.
Sento gli avversi numi, e le secrete
cure che al viver tuo furon tempesta,
e prego anch’io nel tuo porto quiete.
Questo di tanta speme oggi mi resta!
Straniere genti, almen le ossa rendete
allora al petto della madre mesta.

Parafrasi

Un giorno, se io non sarò costretto ad errare(vagabondare) in un continuo esilio da un popolo all’altro, mi vedrai seduto sulla tua tomba, o fratello mio, piangendo per il fiore reciso della tua giovinezza. Ora soltanto la madre trascinando il suo corpo, affaticato dagli anni e dai dolori, parla di me con te, ma io tendo senza speranza verso di voi le mie braccia; e se da lontano saluto la mia città, questo fa sentire ancor più la solitudine, l’ avversità del destino e le segrete angosce che sconvolsero la tua vita portandoti alla morte e prego di poter trovare anch io pace nella morte. Adesso mi resta solo il desiderio di morire! Dopo la mia morte, che avverrà lontano dalla mia città, vorrei solo che le persone portino le mie ossa a mia madre.

*

Quando verrà
Il giorno
che la Morte picchierà alla tua porta,
cosa gli offrirai?
Presenterò alla mia ospite
la coppa piena della mia vita,
non lascerò che se ne vada a mani vuote.
Giunto al termine dei miei giorni,
quando la morte verrà alla mia porta,
presenterò a lei
la soave vendemmia dei miei giorni d’autunno
e delle mie notti estive
e tutto ciò che ho guadagnato
o raccolto durante la mia vita.

Tagore

*

Se un giorno non mi vedessi più varcare la soglia della porta
come sono solita fare,
alza gli occhi al cielo turchese di un nuovo giorno
e cercami fra le stelle che accendono la luce della volte celeste,
fra le odoroso ginestre gialle che incorniciano le nostre colline.
Cercami negli occhi di chi ami.
Cerami nel silenzio del tuo Cuore.
Stephanie Sorrel

Nessuno muore mai completamente, c’è sempre qualche cosa di lui che rimane vivo dentro di noi. Vasco Rossi

Non lasciare che la morte o i dolori ti rubino i ricordi gioiosi. Tieniti stretta questa tua felicità che hai conosciuto, che hai condiviso. Non andrà mai persa. Pam Brown

Il 2 Novembre è il giorno della memoria, il giorno in cui si ricorda chi ha sfiorato la nostra vita e che la vita ce l’ha donata. Il 2 Novembre è solo un giorno della memoria, la memoria delle persone che si sono amate e che non ci sono più, ma che vivono nei ricordi di ognuno di noi, ogni giorno.
Stephen Litteword, Aforismi

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