Proprietà curative e storia della Melissa officinalis

Proprietà curative e storia della Melissa officinalis. La Melissa o Melissa officinalis è una pianta medicinale conosciuta e utilizzata fin dall’antichità,  per le sue proprietà curative:  sedative, antispasmodiche, digestive e carminative,  la sua,  è una storia antica, essendo stata coltivata da molte civiltà, come gli Arabi, i Romani, Francesi, che già ne conoscevano le molte proprietà, conosciamola un po’!

Proprietà curative e storia della Melissa officinalis
Proprietà curative e storia della Melissa officinalis

Dai rimedi della nonna: Proprietà curative e storia della Melissa officinalis

La Melissa officinalis è una pianta erbacea perenne dal gradevole profumo di limone, ed è conosciuta anche con il nome di Citronella, Cedronella, Erba Limona, ecc. E’ apprezzata non solo per le proprietà medicamentose, ma anche come erba aromatica, e per questo viene utilizzata per l’insaporimento dei cibi, in profumeria, nell’industria cosmetica e in quella liquoristica, la sua, è una storia antica…

Il nome Melissa deriva dalla radice indoeuropea ”Mel”, la stessa da cui proviene il termine ”miele”, in realtà questa voce, era già presente nell’antica Grecia e il significato era “ape”

Dai grandi botanici Paracelso e il grande Plinio veniva chiamata “elisir di vita“, dai Greci era ritenuta sacra ad Artemide; dagli Arabi  nel X secolo era considerata  un buon tonico, adatta a scacciare la tristezza e il malumore, nel XVII secolo entrò a far parte degli ingredienti  della famosa “Acqua di melissa” delle Carmelitane Scalze e venne utilizzata come rimedio popolare per parecchi disturbi come: emicranie, mal di denti, depressione, svenimenti, ecc

Coltivazione

La Melissa officinalis appartiene alla famiglia delle Labiate, si può trovare lungo le siepi e nelle zone ombrose, ma viene coltivata anche nei giardini. Ha il fusto quadrangolare diritto, peloso e ramoso, alto fino a 80 cm e le foglie sono picciolate, ovali pelose, con margine dentato e solcate da numerose venature, hanno un colore verde lucido e sono abbastanza simili a quelle della menta. I fiori, sbocciano nel mese di giugno, sono piccoli bianchi o bianco rosei hanno forma di calice campanulato. La corolla anch’essa tubolosa, ha il labbro inferiore diviso in tre lobi con quello centrale più grande rispetto ai due laterali.

Utilizzo

Della Melissa si utilizzano le foglie, che si raccolgono prima della fioritura e senza picciolo, si essiccano all’ombra in luogo molto areato perché non anneriscano e poi si conservano in recipienti ben chiusi al riparo dall’umidità e le sommità fiorite che si raccolgono tagliando quasi tutto il fusto, si mondano, si legano in fascetti e si essiccano all’ombra in luogo ventilato appese ad un filo, si stagionano e poi si conservano in un recipiente chiuso.

Principi attivi

I principi attivi della melissa sono: flavonoidi (quercetina, apigenina); derivati dell’acido caffeico e clorogenico; acido rosmarinico; triterpeni; olio essenziale (citrale, citronellale e cariofillene) la maggiore quantità di essenza è concentrata sulle foglie; sostanze amare; polisaccaridi; mucillagini; glicosidi. Tutte queste sostanze gli conferiscono molte proprietà tra cui: aromatizzanti, antidepressive, antistaminiche, antispasmodiche, battericida, carminative, febbrifughe, ipertensive, insettorepellenti, nervine, sedative, stomachiche, sudorifere, toniche, vermifughe.

La melissa si trova in commercio in farmacia, in erboristeria sotto varie forme come estratti secchi titolati, capsule o compresse, tisane, infusi, succo di melissa fresco, polveri, estratti acquosi di melissa, tintura madre e pomate. Può essere utilizzata come rimedio sia per uso esterno ad esempio per il trattamento dell’ herpes labiale che per uso interno come palpitazioni, emicranie, gastralgie, stress, stanchezza, insonnia di origine nervosa, cattiva digestione, emicrania, bronchiti, palpitazioni, tensione premestruale… ma di questo vi parlerò nel post La melissa officinalis utilizzo e precauzioni

Attenzione

La Melissa non deve essere usata:

per periodi molto lunghi; in gravidanza e durante l’allattamento;

in soggetti con glaucoma, patologie tiroidee; in caso di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti;

con barbiturici (aumento dell’effetto ipnotico) e con il tapazole (ipotiroidismo);

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