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25 novembre giornata per eliminare la violenza sulle donne

25 novembre giornata per eliminare la violenza sulle donne. Notizie di donne vittime di violenza, sono all’ordine del giorno ogni anno e meritano qualche minuto di Riflessione anche in questo blog!

25 novembre giornata per eliminare la violenza sulle donne
25 novembre No violenza sulle donne

Dai rimedi della nonna: 25 novembre giornata per eliminare la violenza sulle donne

Il  25 novembre si celebra la giornata mondiale per eliminare la violenza sulle donne, ” istituita dall’Assemblea delle Nazioni Unite nel 1999, più che una festa, è l’occasione per ricordare questo dramma di portata mondiale. La violenza sulle donne, sempre più spesso, si consuma  all’interno della mura domestiche, ma non solo, senza distinzione di età, di ceto sociale e di paese di origine…

E’ dal 1981, che la giornata per eliminare la violenza sulle donne viene celebrata a livello internazionale ma, solo dopo la dichiarazione delle Nazioni Unite e, grazie alla Quarta Conferenza Mondiale delle donne, tenutasi a Pechino nel 1995, che il tema della violenza contro le donne è stato considerato come prioritario.

L’art.1, della “Dichiarazione dell’Assemblea delle Nazioni Unite “, descrive “la violenza contro le donne” come:

« Qualsiasi atto di violenza per motivi di genere che provochi o possa verosimilmente provocare danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata. »

La data del  25 novembre  fu scelta in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal…

Storia

Il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, una data istituita dall’Assemblea delle Nazioni Unite nel 1999 e scelta per ricordare le torture e l’uccisione delle sorelle Mirabal, attiviste del movimento di opposizione al regime dittatoriale nella Repubblica Dominicana …

Le sorelle Mirabal, Patria Mercedes, Maria Argentina Minerva e Antonia Maria Teresa Mirabal chiamate anche ”le farfalle”, sono diventate il simbolo delle donne rivoluzionare, nonché della lotta per vincere la violenza di cui le donne sono da sempre vittime.

Mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio Militare di Intelligenza, condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze, torturate, massacrate a colpi e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente, era il 25 novembre del 1960

L’assassinio delle sorelle Mirabal, il più truce della storia dominicana è stato preso ad esempio dall’Onu, su indicazione nel 1981 di un gruppo di donne riunitesi in un consesso femminista a Bogotà

Riflessioni…

E’ una giornata questa per riflettere e per non dimenticare: per prendere le distanze da uomini che si comportano in un certo modo, e a non giustificare l’odio, la violenza, la molestia, l’autoritarismo che questi praticano contro le Donne.

Le donne vivono diverse forme di discriminazioni e di violenza durante la loro vita nella quotidianità, nella vita domestica e in circostanze particolari come la guerra “lo stupro di guerra” e questo è un problema serio e grosso. I dati Istat ritraggono una realtà gravissima: una donna su tre ha subito nel corso della vita un gesto violento da parte di un uomo.

La maggior parte di queste violenze non viene denunciata e le donne finiscono per gestire nella solitudine il dolore e la vergogna che le violenze sempre provocano.

Violenze che, vengono commesse per lo più in famiglia o in ambiente privato e, sono una unione di differenti tipi di violenza: abusi sessuali ( incesto, stupro); minacce e maltrattamenti fisici ( maltrattamenti economici, violenza contro i figli spesso accompagnata da violenza anche contro la madre, omicidi per dote, gelosia ecc) e psicologici, (chi la subisce viene fatta a pezzi, in maniera costante e ripetuta, attraverso gesti e parole di disprezzo, umiliazione e discredito, è una violenza, questa che non lascia segni sul corpo ma che ferisce profondamente l’anima).

Dalle mura delle casa, la violenza si propaga poi nelle strade, nelle piazze …

Nei paesi meno industrializzati la donna è esposta a povertà e prostituzione, alcune tribù africane praticano la mutilazione genitale senza anestesia e molto spesso sulle bambine;  durante la guerra viene utilizzata l’arma dello stupro.

“Con stupri di guerra si intendono gli stupri commessi da soldati, altri combattenti o civili durante un conflitto armato, una guerra o un’occupazione militare che vanno distinti da violenze sessuali commesse tra soldati in servizio attivo. Nella categoria ‘stupri di guerra’ rientrano anche le situazioni nelle quali le donne sono costrette a prostituirsi o a diventare schiave sessuali dalle forze occupanti, come nel caso delle comfort women durante la seconda guerra mondiale.

da Wikipedia .

La violenza il più delle volte è un mezzo per mantenere o rafforzare il potere del carnefice (in questo caso l’uomo) nei riguardi delle donne o per fermare o far regredire la loro crescita.

Concludo con una frase di Michelle Bachelet  che spero ci faccia riflettere: Nel mondo “occorrono cambiamenti culturali per smettere di guardare alle donne come ‘cittadine di seconda classe’. Dobbiamo creare una cultura di rispetto”.

La violenza si combatte solo con l’aiuto di tutti, della politica e anche di quegli uomini che finora sono rimasti indifferenti!

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