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20 novembre, festa dei diritti di tutti i bambini del mondo

Il 20 novembre in tutto il mondo si festeggia la giornata dei diritti dei bambini e dell’infanzia, in questa data, nell’anno 1989, venne approvata dall’assemblea generale delle Nazioni Unite a New York il documento “la Convenzione dei diritti dell’infanzia”. Un testo importante che tutti dovrebbero conoscere, al fine di essere, ognuno nel proprio ambiente e attraverso le proprie opportunità, difensori consapevoli e convinti dei diritti di ogni bambino che nasce…

20 novembre, festa dei diritti di tutti i bambini del mondo
20 novembre per i diritti di tutti i bambini del mondo

Dai rimedi della nonna: 20 novembre, festa dei diritti di tutti i bambini del mondo

Kofi Annan nel preambolo della “Dichiarazione universale dei diritti del fanciullo” scrisse “L’umanità ha il dovere di dare ai bambini il meglio di se stessa”

Questa giornata di ricordo è dedicata a tutti i bambini del mondo che per motivi differenti non riescono ad essere bambini e a crescere come bambini. Nel mondo, infatti, vi sono ancora   oggi,  bambini e adolescenti, discriminati, emarginati, che vivono in condizioni di grave trascuratezza, o sono vittime di violenze e abusi…

Ecco alcuni Dati UNICEF sui Diritti negati dell’Infanzia nel mondo

“11 milioni di minori muoiono ogni anno, prima di avere compiuto i 5 anni, per malattie o problemi che potrebbero essere facilmente eliminati: malattie intestinali, polmoniti, e malattie prevenibili con le vaccinazioni come morbillo, pertosse, tetano, difterite, tubercolosi

150 milioni di bambini soffrono di malnutrizione

123 milioni di bambini non hanno mai frequentato la scuola. Di questi, la maggioranza sono bambine

211 milioni di bambini lavorano

600 milioni di bambini, cioè un quarto dei bambini di tutto il mondo, vivono in condizioni di estrema povertà

2 milioni di bambini sono morti, nel corso dello scorso decennio, a causa di conflitti armati

20 milioni sono stati costretti a abbandonare le loro case

300 mila bambini sono stati reclutati e combattono in diversi paesi africani, asiatici e del Medio Oriente in eserciti regolari e gruppi armati di opposizione

130 milioni di donne hanno subito, da bambine, mutilazioni sessuali e ogni anno altri due milioni di bambine le subiscono

oltre 1 milione di bambini ogni anno sono vittime dei trafficanti, vengono “comprati” e costretti a subire abusi e sfruttamento

14 milioni di bambini hanno perso la madre, il padre o entrambi i genitori a causa dell’Aids”

La Convenzione sulla dichiarazione dei diritti del bambino e dell’infanzia è composta da 54 articoli e da tre Protocolli opzionali (sui bambini in guerra, sullo sfruttamento sessuale, sulla procedura per i reclami).

Oggi, nel mondo, sono ben 194 gli Stati che fanno parte della parti della Convenzione, in Italia è diventata legge di Stato il 27 maggio 1991.

I bambini, rappresentano il futuro della famiglia e della società, sono la nostra proiezione nel futuro e per il futuro, ed è per questo, che sono un patrimonio da preservare, una risorsa fondamentale e insostituibile,  molto più importante di quanto, lo sono molte altre,  quelle per cui oggi, molto spesso si finisce per fare la guerra!

Dichiarazione dei diritti del fanciullo  tratto da Wikipedia

Il documento dichiara che:

Principio primo: il fanciullo deve godere di tutti i diritti enunciati nella presente Dichiarazione. Questi diritti debbono essere riconosciuti a tutti i fanciulli senza alcuna eccezione, senza distinzione e discriminazione fondata sulla razza, il colore, il sesso, la lingua la religione o opinioni politiche o di altro genere, l’origine nazionale o sociale, le condizioni economiche, la nascita, o ogni altra condizione sia che si riferisca al fanciullo stesso o alla sua famiglia.

Principio secondo: il fanciullo deve beneficiare di una speciale protezione e godere di possibilità e facilitazioni, in base alla legge e ad altri provvedimenti, in modo da essere in grado di crescere in modo sano e normale sul piano fisico intellettuale morale spirituale e sociale in condizioni di libertà e di dignità. Nell’adozione delle leggi rivolte a tal fine la considerazione determinante deve essere del fanciullo.

Principio terzo: il fanciullo ha diritto, sin dalla nascita, a un nome e una nazionalità.

Principio quarto: il fanciullo deve beneficiare della sicurezza sociale. Deve poter crescere e svilupparsi in modo sano. A tal fine devono essere assicurate, a lui e alla madre le cure mediche e le protezioni sociali adeguate, specialmente nel periodo precedente e seguente alla nascita Il fanciullo ha diritto ad una alimentazione, ad un alloggio, a svaghi e a cure mediche adeguate.

Principio quinto: il fanciullo che si trova in una situazione di minoranza fisica, mentale o sociale ha diritto a ricevere il trattamento, l’educazione e le cure speciali di cui esso abbisogna per il suo stato o la sua condizione.

Principio sesto: il fanciullo, per lo sviluppo armonioso della sua personalità ha bisogno di amore e di comprensione. Egli deve, per quanto è possibile, crescere sotto le cure e la responsabilità dei genitori e, in ogni caso, in atmosfera d’affetto e di sicurezza materiale e morale. Salvo circostanze eccezionali, il bambino in tenera età non deve essere separato dalla madre. La società e i poteri pubblici hanno il dovere di aver cura particolare dei fanciulli senza famiglia o di quelli che non hanno sufficienti mezzi di sussistenza. È desiderabile che alle famiglie numerose siano concessi sussidi statali o altre provvidenze per il mantenimento dei figliuoli.

Principio settimo: il fanciullo ha diritto a una educazione, che, almeno a livello elementare deve essere gratuita e obbligatoria. Egli ha diritto a godere di un’educazione che contribuisca alla sua cultura generale e gli consenta, in una situazione di eguaglianza di possibilità, di sviluppare le sue facoltà, il suo giudizio personale e il suo senso di responsabilità morale e sociale, e di divenire un membro utile alla società. Il superiore interesse del fanciullo deve essere la guida di coloro che hanno la responsabilità della sua educazione e del suo orientamento; tale responsabilità incombe in primo luogo sui propri genitori 11 fanciullo deve avere tutte le possibilità di dedicarsi a giochi e attività ricreative che devono essere orientate a fini educativi; la società e i poteri pubblici devono fare ogni sforzo per favorire la realizzazione di tale diritto.

Principio ottavo: in tutte le circostanze, il fanciullo deve essere fra i primi a ricevere protezione e soccorso.

Principio nono: il fanciullo deve essere protetto contro ogni forma di negligenza, di crudeltà o di sfruttamento. Egli non deve essere sottoposto a nessuna forma di tratta. Il fanciullo non deve essere inserito nell’ attività produttiva prima di aver raggiunto un’età minima adatta. In nessun caso deve essere costretto o autorizzato ad assumere un’occupazione o un impiego che nuocciano alla sua salute o che ostacolino il suo sviluppo fisico, mentale, o morale.

Principio decimo: il fanciullo deve essere protetto contro le pratiche che possono portare alla discriminazione razziale, alla discriminazione religiosa e ad ogni altra forma di discriminazione. Deve essere educato in uno spirito di comprensione, di tolleranza, di amicizia fra i popoli, di pace e di fratellanza universale, e nella consapevolezza che deve consacrare le sue energie e la sua intelligenza al servizio dei propri simili.

Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini. Dante A.

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