Carnevale origini e curiosità

Carnevale origini e curiosità. Sta arrivando la fine del Carnevale 2017, con domani infatti Martedì Grasso, si chiudono i festeggiamenti in tutta Italia, tranne che a Milano, dove si festeggia il Carnevale Ambrosiano. Ci sono tante leggende le curiosità legate alle origini di questa festa, scopriamole!

Carnevale origini e curiosità
Carnevale origini e curiosità

Dai rimedi della nonna: Carnevale, origini e curiosità

Carnevale è la festa più pazza e frizzante dell’anno con scherzi, maschere, feste, balli e specialità gastronomiche, si festeggia nel periodo di tempo precedente alla Quaresima, periodo, che varia di anno in anno, come la durata della festa, che varia a seconda della tradizione, (rito romano o ambrosiano) ma si concentra comunque nel periodo di febbraio e marzo. Le origine di questa festa affondano in un antico passato e diverse sono le ipotesi sulla sua storia, scopriamole!

Carnevale è una festa che si celebra nei paesi di tradizione cattolica, in verità non vi è ancora certezza sulle origini di questa tradizione, così come su quella dell’etimologia della parola stessa carnevale. Il termine deriva probabilmente da Carna -aval o da carnevale (un invito a non mangiare carne), o ancora, da Carnalia (feste romane in onore di Saturno), oppure da carne-levamen o dall’espressione medievale carnem-laxare (cioè fare digiuno, astinenza).

Secondo alcuni studi Carnevale è una festa legata a riti religiosi pagani, in cui si faceva uso delle maschere per allontanare gli spiriti maligni, con il cristianesimo questi riti persero il carattere magico e rituale e rimasero semplicemente come forme di divertimento popolare, ma è proprio da questi riti deriva l’usanza del mascherarsi. Nella preistoria, infatti gli stregoni durante i riti propiziatori indossavano piume di animali, sonagli e si truccavano il volto, con l’intenzione di allontanare gli spiriti maligni. Ai tempi degli Egiziani e dei faraoni il popolo mascherato intonava inni e lodi, accompagnando la sfilata con buoi che venivano sacrificati in onore del dio Nilo.

Nell’antica Roma i festeggiamenti in onore di Bacco, detti Baccanali, si svolgevano in maschera lungo le strade della città tra fiumi di vino e danze. Durante il Tardo Medioevo il travestimento si diffuse molto nei carnevali delle città, infatti, a quei tempi il mascherarsi, permetteva al popolino lo scambio dei ruoli, che gli permetteva di burlarsi dei potenti e nobili dell’epoca mediante le caricatura dei vizi e dei malcostumi di quel periodo. Questa festa raggiunse il massimo splendore nel XVI secolo, nella Firenze di Lorenzo dei Medici, con danze, lunghe sfilate di carri allegorici e costumi sfarzosi. Mascherarsi rappresenta ancora oggi un modo attraverso il quale uscire dal proprio quotidiano.

In tutte le regioni d’Italia, il carnevale viene festeggiato, con sfilate, balli in piazza, coriandoli, stelle filanti, carri allegorici di cartapesta (ogni anno vengono trattati svariati temi che vanno dalla satira politica alla storia, dalla religione ai temi di attualità) e, con maschere tradizionali e fantastiche, ed ogni regione ha una sua maschera identificativa tra queste ricordiamo Pulcinella, Scaramuccia e Tartaglia a Napoli, Arlecchino e Brighella a Bergamo, Meneghino a Milano, Balanzone a Bologna, Gianduia e Giacometta a Torino, Pantalone e Colombina a Venezia, Capitan Spavento in Liguria, Stenterello in Toscana, Rugantino in Lazio, etc.

Durante il Carnevale (che rappresenta il passaggio dall’inverno alla primavera, prima della Quaresima)tutto è permesso: allegria, balli, divertimenti, ma soprattutto cibo e dolci di ogni tipo. Molte città danno inizio al carnevale in periodi diversi, a Capodanno, all’Epifania, o alla Candelora (2 febbraio) e culminano, il martedì o giovedì grasso, prima delle Ceneri. Al carnevale segue poi un periodo di quaranta giorni, che la tradizione popolare antica voleva che si trascorressero in austerità e privazione da ogni divertimento, la Quaresima.

Dove, invece si osserva il rito ambrosiano, nella maggior parte delle chiese dell’arcidiocesi di Milano e in alcune diocesi vicine, il Carnevale non termina il Martedì Grasso ma il sabato seguente. Tradizione che si fa risalire a Sant’Ambrogio, Patrono di Milano il quale, impegnato per un pellegrinaggio, prima di partire chiese al popolo di attenderlo, per celebrare insieme i riti quaresimali, prolungando il Carnevale e posticipando l’inizio della Quaresima, perciò oggi nell’arcidiocesi di Milano, il rito delle Ceneri si celebra la prima domenica di Quaresima.

Storia e curiosità

La tradizione vuole che, al Martedì grasso, giorno culmine del Carnevale vengano consumati tutti i cibi più prelibati e dolci, soprattutto fritti (ogni regione d’Italia ha le sue prelibatezze da nord a Sud è uno spettacolo per gli occhi e per la bocca) in vista dell’imminente digiuno penitenziale della Quaresima che, secondo la tradizione cattolica e cristiana inizia il giorno successivo, il mercoledì delle ceneri, I dolci di carnevale Da nord a sud della nostra Penisola è un viaggio goloso alla scoperta delle dolcezze del Carnevale: struffoli, cicerchiata, ravioli, zeppole, graffe, frittelle di mele, chiacchiere, ecc. Ogni regione italiana vanta ricette di dolci di carnevale particolari, seppur diverse per piccole varianti hanno in comune tutti una
cosa: sono dolci fritti.

Si pensa che l’usanza deriva dal fatto che nel periodo di gennaio e febbraio nelle campagne avvenisse la macellazione dei suini e quindi si avesse una
grande abbondanza di grasso di maiale o strutto, l’ideale per friggere i dolci. Pare che, siano stati proprio i romani a dare inizio a questa tradizione, dalle antiche frictilia, dolci offerti alla folla che partecipava ai festeggiamenti durante la costruzione del tempio di Saturno, fritti nel grasso di maiale.

Festeggiamenti che duravano vari giorni, da qui quindi la necessità di preparare dei dolci che erano sia veloci che economici, come le frittelle fatte  solamente di farina, acqua e zucchero, conosciute oggi con il nome di chiacchiere (dolci molto friabili che vengono fritti ed infine vengono cosparsi di zucchero al velo).

Le chiacchiere oggi, vengono chiamate con nomi diversi a seconda delle regioni di provenienza: chiacchiere e lattughe in Lombardia, cenci e donzelle in  Toscana, frappe e sfrappole in Emilia, cròstoli in Trentino, galani e gale in Veneto, bugie in Piemonte, ma anche rosoni, lasagne, pampuglie, ecc.

Con il passare del tempo, questi dolci si sono poi arricchite di ingredienti: ripieni di marmellata cioccolata ecc, trasformandosi nei dolci che consumiamo oggi e che troviamo nelle pasticcerie.

da le notizie .org

Buon Carnevale a tutti!

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